il_cappello

Nel museo, accanto al richiamo di S. Giacomo, patrono dei Cappellai e antichi documenti delle Società di Mutuo Soccorso, sono presentate le tavole dell’Enciclopedia di Diderot e D’Alambert che mostrano l’Arte dei Cappellai quando le operazioni erano ancora completamente manuali.
La fabbricazione del cappello fine, ottenuto dalla feltrazione del pelo animale è stata una tipica tradizione artigianale dell’Alto Verbano a Intra e poi a Ghiffa, già solida nel XVIII secolo.

 

La Materia Prima

Il feltro di pelo fine viene prodotto utilizzando peli di castoro o di lepre o di coniglio selvatico. Le pelli maggiormente utilizzate, anche perché più abbondanti, sono state quelle del coniglio selvatico d’Australia.
Fu nel 1859 che un inglese portò in Australia poche coppie di conigli che, lasciate libere, in breve si moltiplicarono a dismisura arrecando danni enormi all’agricoltura. La possibilità di utilizzarne il pelo per la fabbricazione dei cappelli diede inizio ad una caccia sistematica su larga scala, tanto da far giungere in Europa, nel 1906, circa 87 milioni di pelli.
Per fabbricare un cappello si utilizzano in media cinque pelli.
Imbastitura e Sodatura

Per produrre un cappello di feltro si inizia col creare un cono che viene di seguito modellato. Il feltro, pur avendo la consistenza di una stoffa viene ottenuto non attraverso una trama di fili ma con l’intreccio di peli aventi caratteristiche feltranti. Le operazioni iniziano con un trattamento chimico dei peli detto “secretatura”. Vengono pennellate le punte dei peli con una soluzione a base di nitrato di mercurio. In tal modo si ottiene la sgrassatura dei peli rendendoli più idonei ad intrecciarsi fra loro. Il pelo viene poi tagliato alla base. E’ il sottopelo più fine e morbido che possiede potere feltrante mentre il pelo di superficie, grosso e lungo, non feltra ed è inutilizzabile.
Con piatti vibranti in movimento di pochissima ampiezza, si costringono i peli ad avanzare nella massa, ottenendo un primo legame tra di loro. Segue l’operazione più energica delle follatrici. L’azione contemporanea dell’acqua bollente acidulata e della pressione dei rulli, costringono i peli nel loro avanzamento in un intreccio sempre più serrato. A mano a mano che il cono si fa più compatto, si riduce di dimensione. La grande campana di pelo iniziale a questo punto si è ridotta sino ad assumere la misura finale del cono di feltro, che passa poi agli essiccatoi.
Tintura

Fatto il cono di feltro occorre creare il cappello nelle forme più svariate, secondo la moda dei diversi paesi e nei colori più richiesti. In apposite vasche si procede all’ebollizione con i coloranti dosati seguendo i ricettari per ottenere la sfumatura esatta, voluta dalla clientela.
A seconda dei modelli, viene indurita con gomma lacca la parte del cono che viene poi modellata in ala.
Informatura e Cerchiatura

Il vapore ha la virtù di rendere plasmabile a caldo qu esto intreccio di peli e pertanto si procede sul cono allargando la testa e l’ala in maniera graduale.
La testa deve avere il proprio ovale, la sua misura e la sua forma. Questo avviene con l’operazione di informatura fatta a caldo.
Il feltro raffreddato sulla forma, resta modellato in modo permanente.
Finita la testa con la pressatura, si modella l’ala, stirandola su cerchi di legno ed asciugandola poi con sacchi che contengono sabbia calda.
Rasatura

Diverse finiture potranno essere date al feltro come la rasatura oppure, per modelli più ricercati, la finitura a pelo.
I feltri possono essere cardinati con delle macchine che riescono a sciogliere il pelo di superficie intrecciato, usando della pelle di pescecane.
Il risultato è di particolare brillantezza ed eleganza.
Guarnitura e Imballo

Le numerose operazioni non sono ancora finite: si prepara e si applica il nastro finito con il nodo, la fodera e il cuoio che fascia internamente il cappello con lo stampo della marca e il nome del rivenditore.
Dopo il controllo finale ed un accurato imballo, i rinomati feltri Panizza venivano esportati in tutto il mondo.
E’ del 1950 il massimo traguardo produttivo con 240.000 cappelli.
In questo anno si è raggiunta con il lavoro di 330 dipendenti la produzione di circa 1.000 cappelli giornalieri.