CALENDARIO

Non solo museo. Anche uno spazio per conferenze con una programmazione di eventi in continuo aggiornamento. Aperitivi culturali e rassegne per approfondire insieme aspetti inediti del mondo del cappello. Scopri gli appuntamenti e prenota il tuo posto. Gli incontri non si rivolgono soltanto ad appassionati, ma anche a chi un giorno potrebbe diventarlo. 

“Tra realtà e fantasia”

La rassegna estiva 2019 del Museo del Cappello

 

Anche quest’anno il Museo del Cappello propone gli ormai classici quattro appuntamenti estivi del martedì. Il tema annuale è “Tra realtà e fantasia” e si coordina con iniziative che, sullo stesso tema, verranno proposte in un altro museo della rete, l’etnografico di Cannero Riviera. L’esplorazione della dimensione fantastica coinvolgerà diversi linguaggi, a partire dalla musica, con il concerto di apertura in collaborazione con la rassegna “Ghiffa in musica, per poi passare al cinema, e approdare infine all’immagine pubblicitaria Panizza che, oggi come ieri, si abbina a personaggi e mascotte di fantasia.

 

Come di consuetudine gli appuntamenti si svolgeranno il martedì, quest’anno per la prima volta in orario serale, secondo il seguente programma:

 

Martedì 9 luglio Ore 21

Concerto all’arpa di Martina Nifantani in collaborazione con “Ghiffa in Musica”

“Musica e immaginario”

 

Martedì 16 luglio Ore 21

Lezione di cinema con il critico Carlo G. Cesaretti

“Tanto di cappello. Cosa passa per la testa dei personaggi del Cinema”. Parte I

 

Martedì 23 luglio Ore 21

Lezione di cinema con il critico Carlo G. Cesaretti

“Tanto di cappello. Cosa passa per la testa dei personaggi del Cinema”. Parte II

 

Martedì 30 luglio Ore 21

Mascotte e personaggi “Panizza” ieri e oggi con Panizza1879

 

A proposito di Cappelli e cinema, ecco cosa ci proporrà il critico Carlo Cesaretti:

You can leave your hat on…

Come ogni costume di scena degno di questo nome, anche il cappello, nel Cinema, va ben oltre l’essere soltanto un semplice orpello, divenendo il luogo dove finiscono con l’intersecarsi più funzioni contemporaneamente.

Anche quando lo spettatore ne ricavi solo fuggevoli impressioni di superficie (“Che bello!... Che buffo!”) il cappello sta sicuramente tentando di raccontare qualcosa. Che siano semplici informazioni sullo status socio-economico o sul mestiere di chi lo indossa, piuttosto che sottili notazioni caratteriali, fino alle più ardite ed originali modalità d’uso, quello che passa per la testa dei personaggi ci può dire tantissimo di loro e del particolare mondo in cui si muovono.

Lo vedremo attraverso una variegata serie di esempi, spesso tratti da cosiddetti film “di genere”, da sempre osservati speciali dei semiologi per la loro tendenza ad usare gli oggetti in senso narrativo. Passeremo così dai cappelli magici di Alice in the Wonderland ed Harry Potter a quelli ostentatamente virili dei western di Sergio Leone, passando dal cappello assassino di 007-Missione Goldfinger o a quello da chef di Ratatouille, per arrivare alla classica bombetta di Charlot-Chaplin e al Cappello a cilindro dell’omonimo musical con Fred Astaire e Ginger Rogers. Ma ne evocheremo senz’altro molti altri, ammiccanti, spiritosi, inquietanti, affascinanti…

Insomma, questo capo che ci mettiamo sul capo, proprio per la sua posizione, dovrebbe suggerirci di porlo in cima ai nostri pensieri, facendogli finalmente guadagnare la considerazione che merita. Tanto di cappello, dunque…

 

Per informazioni:

0323 670731 / 3487340347; museotattile@tiscali.it; www.museodellartedelcappello.it

 

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